
Le grotte di Maragheh
Le grotte offrirono i primi rifugi ai nostri antenati ed anche più tardi, quando gli esseri umani impararono a costruire case ed iniziarono a vivere in città e villaggi, esse mantennero la loro importanza e furono talvolta utilizzate come luoghi di ritiro spirituale. Nel mondo moderno, le grotte hanno mantenuto il loro fascino soprattutto per coloro che sono interessati alla storia, al turismo naturalistico e all’arrampicata, nonché per gli scrittori di storie dell’orrore, i quali si lasciano ispirare da quegli ambienti oscuri ideali per nascondere animali spaventosi, demoni e creature malvagie!
Oggi la speleologia è un settore specializzato e diffuso che ha conciliato sport e avventura. Maragheh, nel nord-est dell’Iran, è una regione che ospita grotte numerose e diversificate nei suoi pendii e rappresenta la destinazione adatta per chi è interessato al turismo naturalistico e alla speleologia. Alcune delle grotte più interessanti di Maragheh sono:
La Grotta di Hampoeil
Questa grotta, nei pressi del villaggio di Goshayesh, è una delle più famose di Maragheh e prende il nome di “Grotta dei piccioni” essendo adatta alla nidificazione e alla vita di questi uccelli. I geologi ritengono che questa grotta calcarea si sia formata 150 milioni di anni fa. L’interno della grotta è ricco di bellezze naturali e si possono distinguere diverse grandi stalattiti e stalagmiti. A causa della presenza di pozzi profondi e buchi ripidi e spaventosi, la speleologia nella grotta di Hampoeil è molto difficile e richiede abilità e attrezzature adeguate; tuttavia, le parti accessibili della grotta sono considerate un luogo da visitare e ammirare per gli amanti della natura, e negli ultimi anni è stato perfino creato un sentiero per accedervi agevolmente, affinché i turisti possano visitarla più facilmente. Il bellissimo fiume Mardagh scorre in fondo ai pendii che ospitano la grotta, che si trova ad un’altezza di quasi 1600 metri sopra questo fiume. Uno degli elementi più interessanti della grotta è un’iscrizione in lingua russa sulla quale si legge la data del 1925.
Questa grotta è stata iscritta nell’elenco del patrimonio naturale nazionale dell’Iran nel 2015.
Le Grotte di Qirakh Kohul
Quando abitavano nelle caverne, gli esseri umani apportarono dei cambiamenti nella loro forma e nel loro aspetto, com’è testimoniato a Qirakh Kohul o nelle “Quaranta Grotte” di Maragheh, a 20 km dalla città di Maragheh e vicino al fiume Moghanjiq, nelle vicinanze dei villaggi di Moghanjiq e Kahjuq (rispettivamente a cinque e tre chilometri). In queste grotte sono stati ricavati tre ingressi artificiali con archi curvi, ciascuno terminante in ambienti separati e collegati tra loro da corridoi. Si dice che l’insediamento umano in questa zona risalga all’età della pietra.
La Grotta Chapar
Questa grande grotta calcarea si trova a 10 chilometri a nord-est della città di Maragheh e ad est del villaggio di Chavan-e Sofla. Poiché gli storici ritengono ch’essa sia stata un insediamento umano e conservi una rilevante importanza storica, sono stati condotti studi per mappare e identificare le sue diverse parti: la grotta è lunga 200 metri e ha tre piani, sale piccole e grandi e corridoi tortuosi.
Le Grotte della collina dell’Osservatorio di Maragheh
Maragheh era una volta la capitale della dinastia Ilkhanate (XIII e XIV secolo d.C.) e durante questo periodo, oltre alla sua importanza politica, questa città divenne anche una base per le attività scientifiche. L’Osservatorio di Maragheh è uno degli edifici scientifici legati a questo periodo, dove fu assemblata un’enorme biblioteca con la presenza di scienziati di diverse nazionalità. Attualmente, i resti dell’osservatorio si trovano sulla cima di un’alta collina nei pressi del villaggio di Talib Khan e attorno ad esso si possono distinguere delle grotte dalla struttura calcarea. Nonostante la loro straordinaria bellezza, esse sono rimaste in gran parte sconosciute: scolpite a forma di sterno, apparentemente queste incisioni risalgono a prima dell’arrivo dell’Islam in Iran (VII secolo d.C.), ma in periodi successivi, soprattutto durante il periodo della dinastia Ilkhanate, furono apportate modifiche a questi spazi per essere utilizzati come edifici laterali dell’osservatorio.
Questo insieme di grotte è stato iscritto nell’elenco del patrimonio nazionale dell’Iran nel 2003.
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