
Ibn Bawwab: Trascrivere il Sacro Corano nel sublime stile Reyhani Naskh
Aladdin Abolhassan Ali ibn Hilal, noto anche come Ibn Bawwab, è un celebre calligrafo e miniatore vissuto intorno al X e XI secolo d.C. Non ci sono giunte informazioni precise sul suo luogo di nascita, ma ciò che risulta abbastanza chiaro è che visse a Baghdad per gran parte della sua vita. Suo padre, Hilal, era un portinaio al servizio della dinastia Buyid, motivo per cui Aladdin era conosciuto come Ibn Bawwab, che significa letteralmente "Figlio del Portinaio".
I numerosi stili di calligrafia
Inizialmente Aladdin aveva un pari interesse per la pittura e la miniatura, ma in seguito preferì prediligere quest’ultima. Si occupò di decorare le case che appartenevano alla classe nobile, e studiò inoltre scienze letterarie sotto la guida di Ibn Jenni, Abolhossein Mohammad bin Sam'un Vaez e Abu Obeidollah Marzbani. A poco a poco si innamorò della calligrafia e iniziò a dedicare tutto il suo tempo all’arte della bella scrittura, che imparò da Mohammad bin Assad e Mohammad bin Samsani, i calligrafi più importanti del periodo abbaside, ideatori della scrittura Naskh nonché impiegati in opere pubbliche.
Con la sua intuizione artistica, Ibn Bawwab abbellì e migliorò gli stili calligrafici Mansoob, Narges, Lu'lu'i, Murssa' e Vashi, e a lui è attribuita la creazione degli stili Reyhan e Mohaghagh. Ibn Bawwab raggiunse una posizione tale nell’arte calligrafica da diventare il miglior calligrafo del suo tempo e, come affermato nelle fonti storiche, tra i primi calligrafi non si può trovare nessuno che fosse suo pari, tant’è che Baha al-Dawlah, figlio di Azad al-Dawlah Daylami, lo scelse come responsabile della sua biblioteca a Shiraz nel periodo della dinastia Buyid. Ibn Bawwab fondò anche una scuola per l'insegnamento della calligrafia che rimase operativa fino al 1298.
I caratteri di Ibn Bawwab: un lascito raro
A causa del suo prestigio nel mondo letterario, le opere di Ibn Bawwab cominciarono a scarseggiare all’inizio del XIII secolo. È interessante riportare una tradizione secondo la quale l’artista, prima di acquisire una tale fama, avesse scritto una lettera di ben settanta pagine ove chiedeva l’aiuto di un nobile dell’epoca, solo per ricevere due dinar. Non molto tempo dopo, le sue opere divennero rare e preziose e, dalle fonti storiche, risulta che la sua lettera di richiesta di due dinar fu venduta prima per diciassette dinar, poi per venticinque!
Secondo quanto riferito, Ibn Bawwab produsse inoltre 64 copie del Corano, una delle quali (scritta nel 1001) è attualmente conservata nella Biblioteca di Chester Beatty. Sebbene sia diffuso il consenso sul fatto che la suddetta copia sia stata redatta in caratteri Naskh, gli esperti sostengono che, in termini di stile, il Naskh di Ibn Bawwab sia in realtà più vicino allo stile Reyhan: in altri termini, è un "Reyhani Naskh" . Esistono altre opere attribuite a Ibn Bawwab, tra cui il Divan del poeta preislamico Salama ibn-Jandal, uno copia del quale è conservata nel Palazzo Topkapi ed un’altra nel Museo dei manufatti turchi e islamici, entrambi ad Istanbul.
Lo stile calligrafico di Ibn Bawwab era lo stile predominante prima di essere surclassato da quello di Yaghoot Mostasami. Ibn Bawwab s’interessava inoltre di poesia, e la sua famosa ode calligrafica contiene 28 versi. Alla sua morte, nel 1022, fu sepolto a Baghdad vicino alla tomba di Ahmad ibn-Hanbal.
Ibn Bawwab: Trascrivere il Sacro Corano nel sublime stile Reyhani Naskh | |
Ibn Bawwab | |
Secolo IV e V Hijra Lunare | |
Caligrafia Coranica | |
Yard period | the past |
Artistic |

