Ayatollah Sayyid Hasan Modarres: il simbolo della lotta contro la tirannia

Ayatollah Sayyid Hasan Modarres: il simbolo della lotta contro la tirannia

Ayatollah Sayyid Hasan Modarres: il simbolo della lotta contro la tirannia

L'Ayatollah Sayyid Hasan Modarres nacque nel 1870 in una famiglia discendente del Profeta nel villaggio di Sarabeh-Kachu, nel Distretto Centrale della Contea di Ardestan, in provincia di Isfahan. Visse nella sua città natale per sedici anni, trasferendosi poi a Isfahan per continuare i propri studi. Si recò quindi in Iraq nel 1891 e lì studiò con famosi sapienti sciiti quali l’Ayatollah Mirza Hasan Shirazi, il Mulla Mohammad Kazem Khorasani e Sayyid Mohammad Kazem Yazdi, e dopo otto anni di studio raggiunse il grado di ijtihad. Nel 1899 tornò in Iran e ed iniziò a insegnare a Isfahan.

 

L’opposizione alla Grande Guerra

Modarres entrò ufficialmente nel campo della politica venendo eletto al secondo turno del parlamento iraniano dopo la rivoluzione costituzionale. A quel tempo, in linea con l’emendamento al secondo capitolo della Costituzione, le autorità di Najaf presentarono venti importanti mujtahid, tra i quali Sayyid Hasan Modarres, da eleggere al parlamento nazionale: nella riunione tenutasi il 5 luglio 1909, Modarres e altri quattro furono eletti ed entrarono in parlamento. La presa di posizione di Modarres e i suoi accesi discorsi contro la fine del secondo parlamento si scontrarono con l’ultimatum del governo russo, il quale pretendeva l’espulsione dell’americano Morgan Shuster. La vicenda si concluse con lo scioglimento del parlamento da parte del viceré Nasser al-Mulk.

Nel suo terzo mandato, Modarres entrò in parlamento come rappresentante del popolo di Teheran. La Prima Guerra Mondiale era iniziata da un anno e, nonostante la dichiarazione di neutralità dell’Iran, il conflitto si estese fino a superare i suoi confini. Su suggerimento di Modarres e con l’approvazione del parlamento, fu deciso che un gruppo di rappresentanti si sarebbe recato a Qom per opporsi agli aggressori e formare un governo ombra accanto al governo principale. A seguito di questa decisione, ventisette membri del parlamento, insieme a un gruppo di politici e di gente comune, lasciarono Teheran per Qom, ove formarono il “Comitato di difesa nazionale”. Essi furono però cacciati dall’esercito russo, sicché un gruppo di loro, tra i quali v’erano Suleiman Mirza e Modarres stesso, raggiunse Isfahan tramite la via per Kashan e partì per l’ovest del paese attraverso i monti Bakhtiari. Nel maggio 1918, con la fine della Grande Guerra, Modarres e altri immigrati tornarono a Teheran dopo due anni e iniziarono a insegnare nella Scuola Sepahsalar.

 

L’opposizione a Reza Khan

Successivamente, Modarres assunse la dirigenza della Scuola Sepahsalar, ove le sue lotte assunsero una forma inedita pur continuando ad opporsi ripetutamente ai detentori del potere in favore degli interessi della nazione. Organizzò un presidio nel santuario di Abdul Azim Hasani per protestare contro il governo di Samsam al-Sultaneh Bakhtiari, si oppose all’accordo anglo-persiano del 1919 firmato da Vossug al-Dawlah, protestò contro il colpo di stato di Reza Khan orchestrato dagli inglesi. Durante le elezioni per il 5° parlamento, Reza Khan, essendo riuscito a far entrare i suoi sostenitori in parlamento con l’appoggio dei militari, propose il cambiamento del sistema di governo del paese da monarchia a repubblica. In quell’occasione, Modarres scrisse molte lettere agli studiosi di Qom sulla natura della repubblica voluta da Reza Khan, il quale, dopo un viaggio in quella città, ritirò la sua proposta su suggerimento degli studiosi religiosi. Ad ogni modo, le sfide continuarono e Modarres ritenne che l’unica soluzione fosse mettere sotto accusa il primo ministro (cioè Reza Khan): il 29 luglio 1924, Modarres e altri sei membri del parlamento proposero l'impeachment di Reza Khan per malgoverno in politica interna ed estera, per rivolta contro la Costituzione e il governo costituzionale, nonché per non aver riconsegnato le proprietà illegalmente rilevate da alcune persone. Tuttavia, queste misure non ebbero effetto e Reza Khan fu salvato.

 

L’esilio e il martirio

L'opposizione di Modarres al governo centrale portò ad un fallito attentato alla sua vita da parte degli uomini di Reza Khan, il quale si oppose apertamente all’adesione dell’Ayatollah al 7° parlamento, facendolo arrestare l’8 ottobre 1928 ed esiliandolo a Damghan, Mashhad e Khaf, dove trascorse molti anni sotto la sorveglianza degli uomini di Reza Khan. Fu trasferito in Kashmir il 14 ottobre 1937 e lì assassinato da Mirza Kazem Jahansuzi e altri due agenti di polizia il 1° dicembre 1937, venendo sepolto nella stessa città. Il giorno del martirio dell’Ayatollah Sayyid Hasan Modarres è commemorato come il “Giorno del Parlamento” nel calendario nazionale iraniano.

Ayatollah Sayyid Hasan Modarres: il simbolo della lotta contro la tirannia
Modarres
XX Secolo
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