
Nasir Khusraw: il portabandiera della poesia di protesta
Abu Mu’in Nasir ibn Harith al-Qubadiyani Balkhi, soprannominato Hakim, Hakim Nasir e Sayyid ul-Hukama (Maestro degli studiosi) ma più noto come Nasir Khusraw, nacque nel 992 nel villaggio Qubadiano di Merv. Le sue poesie sono ricche di consigli, illuminazione e saggezza, e nel suo celebre libro, “Safarnama”, confessò la sua inclinazione a inseguire i desideri mondani fino all’età di 40 anni, prima che un sogno cambiasse completamente la sua vita e il suo destino da un giorno all’altro. Egli è infatti una delle poche figure letterarie iraniane che si ritiene essere rinata spiritualmente.
Il sogno
Nei suoi scritti, Nasir Khusraw ha raccontato il suo sogno con queste parole:
“Una notte ho fatto un sogno in cui qualcuno mi disse: ‘Per quanto tempo vuoi continuare a bere vino? Esso certamente infrange la saggezza. Faresti meglio a rimanere sobrio’, ed io risposi: ‘Nessuno scienziato è mai riuscito a creare qualcosa che uccida il dolore meglio del vino’, al che lo sconosciuto controbatté: ‘Non c’è conforto nell’essere ubriachi e intossicati. Non puoi considerarti uno studioso se consigli alle genti di perdere il controllo. Dovresti cercare qualcosa che aumenti la tua saggezza e parimenti la tua sobrietà’, dunque domandai: ‘Dove posso trovare qualcosa del genere?’, e lui spiegò: ‘Troverai se cerchi’, quindi indicò la Qibla e rimase in silenzio”.
Il sogno fece intraprendere a Nasir Khusraw un viaggio di sette anni, durante il quale visitò la Ka’ba quattro volte. Convertitosi all’ismailismo, si recò in Egitto per servire il califfo fatimide Al-Mustansir Billah, dal quale ricevette il titolo onorifico “Hujjat-e Khorasan”, venendo elevato alla posizione di missionario per i fatimidi nel Khurasan, dove scrisse il suo famoso “Safarnama” (Diario di viaggio). Le altre opere di Nasir Khusraw sono “Zaad al-Musafirin”, “Wajh-e Din”, “Jami’ al-Hikmatayn”, “Gushayish va Rahayish” e “Divan” e “Bostan al-Uqul”.
La lotta all’ignoranza
Ancor prima che quel sogno gli cambiasse la vita, Nasir Khusraw era un personaggio rispettato tra i governanti selgiuchidi e godeva di un elevato tenore di vita. Visse in un’epoca in cui la corruzione era la norma e in cui l’ingiustizia, la discriminazione e l’ignoranza erano all’ordine del giorno non solo tra i governanti ma anche tra le masse. Nasir Khusraw descrisse le masse come una parte della popolazione dalla mentalità ristretta che rifiuta di pensare, giudica tutto in base all’apparenza, non scava per comprendere gli strati più profondi di ogni fenomeno e permane nel bigottismo. I qasida di Nasir Khusraw nel suo “Divan” si scagliano audacemente contro le masse ignoranti.
La poesia di protesta
Nasir Khusraw distrusse le antiche tradizioni della poesia modificando sia il contenuto che la struttura dei qasidas, ch’egli utilizzava soprattutto per umiliare il mondo, paragonandolo ad un mostro e ad una creatura senz’anima e descrivendolo come qualcuno di vizioso, ingannevole e spietato, mentre nelle sue poesie si lamenta con il cielo esprimendo le ingiustizie esistenti nella società. Il suo uso dell’allegoria e della metafora indica non solo la sua straordinaria creatività ma anche la sua padronanza della lingua persiana. Protesta e resistenza sono certamente gli elementi che distinguono Nasir Khusraw dagli altri poeti, rendendolo il “portabandiera dello stile Khurasani”. In una delle sue poesie, Nasir Khusraw disse: “Ogni promessa del mondo / è una bugie e un trucchi, / qualunque cosa il mondo porti in vita / è certamente il frutto della menzogna e dell’inganno”. Parallelamente, Nasir Khusraw cercò aiuto nel Corano e negli Hadith per illuminare gli esseri umani ed esporre la dura realtà dell’attaccamento alla vita mondana, ritraendo l’immagine di un essere umano saldo che continua a lodare i valori religiosi e umanistici e vive secondo essi.
La morte
Nasir Khusraw trascorse gli ultimi quindici anni della sua vita nella prigione di Yamgan, un villaggio sulle montagne di Badakhshan, nell’attuale Afghanistan. Al riguardo scrisse: “Sono a Yamgan da 15 anni / Non so perché sono qui, in questa prigione”. Ad ogni modo, gli abitanti di Yamgan dimostrarono di rispettare molto Nasir Khusraw e lo soprannominarono “Hujjat”, “Sayyid Shah Nasir Wali”, “Pirshah Nasir”, “Pir-e Yamgan” e “Pir-e Kamil” (Santo Perfetto).
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