
Ibn Miskawayh: saggio e razionale
La vita
Ibn Miskawayh si trasferì nella regione Buhian di Baghdad nel terzo decennio della sua vita e trascorse dodici anni in compagnia di Abu Mohammad Mahlabi, il visir di Mu'izz al-Dawla Daylami. Lavorò anche per Ibn Amid, il visir di Rukn al-Dawla, per sette anni e fu incaricato di gestire la sua biblioteca a Ray. Dopo l'omicidio di quest’ultimo, Ibn Miskawayh protesse la biblioteca da vandalismi e furti, rifiutandosi di collaborare con Saheb ibn Abbad (uno studioso e statista iraniano che servì come gran visir dei governanti Buyid di Ray dal 976 al 995). Si spostò poi a Shiraz per servire Izz al-Dawla Dayalami come bibliotecario e, successivamente, suo figlio Samsam al-Dawla. Ibn Miskawayh fu contemporaneo di Ibn Sina (Avicenna) ed intrattenne una corrispondenza con Abu Hayyan Tohidi e Badi al-Zaman Hamedani. Fu senza dubbio una figura importante del suo tempo e padroneggiò campi della conoscenza quali la storia, il kalam (teologia islamica), la filosofia e la medicina, lasciandosi affascinare anche dall'alchimia e dall'occulto. La sua percezione della religione era piuttosto filosofica e alquanto razionale e, come Farabi e Ikhwan al-Safa, credeva nello sciismo filosofico.
Le opere
Ibn Miskawayh lavorò a fondo su questioni come la saggezza teorica, la saggezza pratica, l'autopurificazione e la moralità, al punto che alcuni scelsero per lui il soprannome di "Terzo Insegnante", e fu anche definito uno degli scienziati più importanti della storia. Elaborò una raccolta di massime da tutto il mondo col nome di "Javidan Kherad", nota anche come "Adab ul-Arab wa al-Fars", fu fortemente influenzato da Aristotele e Platone nel pensiero filosofico e nei suoi libri “Tahzib ol-Akhlaq” e “Alfoz ol-Aghar” criticò personaggi del calibro di Ippocrate di Kos, Galeno, Pitagora e Proclo. Ibn Miskawayh si dedicò ai campi dell’etica e della filosofia (Tahdhib ul-Akhlaq, Tathir ul-A’raq, Tartib al-Sa’da, Alfoz ol-Asghar e Alhekmat ul-ul-Khaledah), della storia dell’Islam e dell’economia (Tajarob ol-Omam), sebbene il suo libro più importante e completo, incentrato sull'etica, sia il Tahzib ul-Akhlaq. Tracce dell'influenza dei filosofi greci, in particolare di Aristotele, possono essere facilmente identificate nel libro citato, che influenzò molto i pensatori che gli succedettero (Khajeh Nasiroddin Tousi, Imam Muhammad Ghazali, ecc). Nel Tahzib ul-Akhlaq, Ibn Miskawayh sostiene che l'anima umana è costituita da aspetti razionali, egoistici e istintivi, che ospitano rispettivamente saggezza, coraggio e castità, bilanciate dalla giustizia, ovvero la quarta virtù umana. Ibn Miskawayh, da leale seguace di Platone e devoto di Aristotele, credeva che tutto nell'universo si muovesse verso il bene.
La morte
Pare che la morte di Ibn Miskawayh ebbe luogo nel 1029 o nel 1030 a Isfahan. Sayyid Muḥammad Baqir Khwansari, noto come Ṣahib al-Rawdat, ha menzionato che Ibn Miskawayh fu sepolto nel quartiere Khaju di Isfahan nel giardino di fronte a Imamzadeh Baqir, andato perduto nel tempo.
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