Attar Neyshabouri

Attar Neyshabouri

Attar Neyshabouri

Numerose storie sono state tramandate sul conto di Attar, il quale voltò le spalle ai possedimenti terreni per intraprendere la via dell’ascetismo, della solitudine e della pietà. Lavorò dapprima come erborista per conto del padre, dal quale aveva imparato le arti mediche, curando i mali dei pazienti finché non scelse la via del ritiro spirituale.

 

Le opere

Tra le opere più famose di Attar vanno menzionati “Mukhtarnameh”, “Mosibatnameh”, “Elahinameh”, “Asrarnameh”, “Mantiq al-Tayr”, “Divan di Ghazal e Odi” e “Tazkriat al-Awliya”. Molte delle opere di Attar, tuttavia, furono bruciate durante l’invasione mongola: quelle giunte fino a noi furono salvate trovandosi fuori dalla portata degli invasori. Secondo alcuni studiosi (esperti di Rumi e dei suoi lavori), le opere di Attar sono state tra le fonti più utilizzate da Rumi nella compilazione del suo “Mathnawi Ma’nawi”, ed il poeta stesso fece riferimento a ciò nel suo “Divan-Kabir”. Le opere di Attar sono state tradotte in varie lingue e su di lui sono stati scritti e pubblicati innumerevoli libri in Iran e nel mondo.

 

La morte

Attar fu ucciso all'età di 78 anni in seguito al massacro che i Mongoli perpetrarono nell’aprile del 1221 a Neyshabour, ove tuttora è situata la sua tomba. Il 16 aprile è celebrato come il "Giorno nazionale di Attar" nel calendario iraniano, che viene commemorato ogni anno presso la sua tomba con la partecipazione di un gran numero di persone alle diverse cerimonie, quali la fioritura del sepolcro, l’esposizione delle ultime ricerche sul poeta, mostre di libri e calligrafia e recitazioni di poesie.

Attar Neyshabouri
Sheykh
قرن هفتم
Elahi Name Asrar Nameh Mosibat Nameh Tazkare Olya Il verbo degli uccelli Khosroe Name
Yard periodthe past
Literary

Islamic Culture and Communication Organization è una delle organizzazioni iraniane affiliate al Ministero della Cultura e della Guida islamica; ed è stata fondata nel 1995.[]

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