La seta iraniana

La seta iraniana

La seta iraniana

In un passato non così lontano, l’Iran era uno dei principali centri di allevamento dei bachi da seta e di produzione di tessuti di seta. Questa industria è ancora attiva in alcune parti dell’Iran e alcuni dei suoi prodotti, come i tappeti di seta, sono famosi in tutto il mondo.

 

L’industria della seta e la sua storia

Gli storici ritengono che i cinesi siano stati i primi a scoprire il metodo di estrazione della seta più di quattromila anni fa. Anche l’Iran gode di una lunga storia nella produzione di prodotti in seta, tant’è che alcuni esperti ritengono che proprio l’Iran fosse un importante centro di produzione della seta nell’era preistorica, ed anche in periodi successivi, questa produzione è stata molto prospera in Iran, tanto che i diari di viaggio europei che visitavano l’Iran nel Medioevo ne fanno menzione. In ogni caso, la seta iraniana gode di una reputazione mondiale fin dai tempi più remoti, e gli artigiani iraniani producono seta di elevata purezza, migliore rispetto ai campioni prodotti in altre parti del mondo.

 

Il metodo tradizionale di produzione della seta iraniana

In Iran l’allevamento del baco da seta è diffuso principalmente nel nord del paese. Gli agricoltori che possiedono dei gelsi nei loro campi vi costruiscono accanto una struttura chiamata “Talanbar”, che ha solitamente una superficie compresa tra i 10 e i 30 metri quadrati per un’altezza tra gli 1,5 e i 2,5 metri da terra: è il luogo dove i bachi da seta vengono nutriti con foglie di gelso per raggiungere le condizioni adatte a produrre la seta. Le uova del baco da seta vengono conservate per qualche tempo in scatole di legno in un ambiente buio e umido finché non ne fuoriescono i vermi, che vengono trasferiti nel Talanbar e lì conservati e nutriti per circa 40 giorni, fin quando non formano i bozzoli. A questo punto è opportuno separarli subito dalle foglie del gelso perché, in caso di ritardo in questa fase, il verme distruggerà il processo perforando il bozzolo. Dopo aver separato i bozzoli dalle foglie e prima della produzione della seta, i bozzoli vanno riscaldati per asciugarne l’interno. In passato i bozzoli venivano bolliti in acqua per diverse ore, ma oggi l’essiccazione avviene su piattaforme utilizzate per la trebbiatura del riso che producono sufficiente calore.

I bozzoli lavorati vengono inviati in grandi pacchi per la produzione di seta, che avviene in piccoli laboratori domestici e non prevede strutture e strumenti industriali. Dopo di ciò, la fase di trattura avviene con l’ausilio di una pianta chiamata “kalyab”, che cresce nelle province di Yazd, Kerman e Qom e che raffina le fibre di seta pulendole dalle impurità. In passato si usava bruciare il kalyab in una fossa e far bollire le sue ceneri per 24 ore, fino a quando non si scioglieva completamente in acqua. Poiché in questa fase il filo di seta diventa color crema e i consumatori solitamente tendono a utilizzare filati bianchi o tinti, il passo successivo è lo sbiancamento delle fibre e, successivamente, la tintura. Nei tempi antichi, per sbiancare la seta venivano utilizzati prodotti vegetali attraverso processi complessi, mentre oggi si preferiscono prodotti chimici. Poiché nel corso della trattura si riduce il 25% del peso della seta, ad essa vengono aggiunti materiali come ferro, stagno e alluminio per renderla più lucida e aumentarne il peso.

Dopo questi passaggi, le fibre vengono utilizzate per realizzare un tessuto chiamato “Sha’r”. Se la seta è destinata alla produzione di tappeti, deve essere tinta, quindi le fibre vengono utilizzate come materia prima per i tappeti di seta.

 

L’scrizione nazionale dell’industria della seta iraniana

L’artigianato tradizionale rappresenta uno dei sottogruppi più importanti del patrimonio immateriale. Nell’industria della seta iraniana, cinque province sono coinvolte in diverse fasi della catena di produzione dei prodotti di seta:

• La provincia di Gilan (le città di Fuman, Astaneh-ye Ashrafiyeh e Langarud), come centro principale di allevamento del baco da seta.

• La provincia di Razavi Khorasan (città di Bayg nella contea di Torbat-e Heydariyeh) in quanto centro principale della lavorazione della seta.

• La provincia di Isfahan (città di Kashan) come centro principale di realizzazione dello sha'rbafi,

 

• La provincia di Qom come centro principale della tintura della seta.

• La provincia dell’Azerbaijan Orientale (Tabriz) in quanto centro principale della tessitura dei tappeti di seta.

 

Pertanto, l’industria della seta iraniana è stata iscritta nell’elenco del patrimonio nazionale immateriale dell’Iran, con i nomi di queste cinque province, nel 2017.

ثبت رسید.

La seta iraniana
Registration

Islamic Culture and Communication Organization è una delle organizzazioni iraniane affiliate al Ministero della Cultura e della Guida islamica; ed è stata fondata nel 1995.[]

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