Traduzioni e poesia persiana a Fossano
A maggio 2024, nell’ambito della rassegna culturale di Granda in Rivolta, Francesco Occhetto è stato ospite al Vitriol di Fossano con un intervento sulla poesia persiana che ha stregato il pubblico.

Francesco Occhetto (Alba, 1996), laureato in Lettere all’Università del Piemonte Orientale e in Scienze Storiche e Orientalistiche all’Alma Mater Studiorum di Bologna, attualmente svolge un dottorato di ricerca all’Università Sophia, insegna materie letterarie nelle scuole secondarie e conduce laboratori di scrittura creativa, oltre ad essere uno scrittore e ad aver tradotto i maggiori poeti iraniani contemporanei tra cui Ahamd Shãmlu, Garous Abdolmalekian (Trilogia del Medio Oriente: Guerra Amore Solitudine, Carabba 2021) e Sohrãb Sepehri.
A maggio, nell’ambito della rassegna culturale di “Granda in Rivolta”, Occhetto è stato ospite al Vitriol di Fossano con un intervento sulla poesia persiana. “Non c’è giorno del calendario persiano che non sia scandito dalla presenza della poesia”, ha detto rivolgendosi al pubblico. “Per gli iraniani ogni accadimento della vita, lieto o nefasto che sia, ogni ritualità laica o religiosa è pretesto per leggere, recitare e comporre poesie, con lo sguardo e il cuore sempre rivolti ai grandi autori della tradizione. Penso, su tutti, ad Hafez, il mistico medioevale magistralmente tradotto in italiano da Carlo Saccone, a Sa‘di, a Omar Khayyam. Chiunque vada in Iran potrà constatare quanto sia ancora usanza comune recarsi in pellegrinaggio sulle loro tombe per aprirne a caso i canzonieri e farsi suggerire dai versi un’illuminazione sul presente o sul futuro. Un rapporto con la letteratura quotidiano e al contempo oracolare”. Ha poi spiegato come i poeti della tradizione siano letti in Iran “con la stessa reverenza riservata ai santi e ai profeti, il cui sapere è ancora oggi balsamo di verità e bellezza”.
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