• Nov 14 2024 - 12:34
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Settecento anni di arte calligrafica tra oriente e occidente

È stata allestita al Museo Correr dal 24 aprile al 15 ottobre 2024 una mostra parte della rassegna di calligrafia La via della scrittura, a cura di Monica Viero.

Sei artisti contemporanei provenienti da Armenia, Iran, Iraq, Cina e Italia hanno dialogato tra loro, con documenti e manoscritti antichi conservati dalla Biblioteca del Museo Correr ed eccezionalmente esposti al pubblico, per indagare le diverse declinazioni artistiche, storiche e culturali della calligrafia. L’incontro, organizzato dalla Fondazione Musei Civici, è stato pensato per promuovere la conoscenza e la pratica della scrittura a mano, celebrando i 700 anni dalla morte di Marco Polo e le culture calligrafiche che il mercante ha incontrato nel suo viaggio verso Oriente.

Gli autori in mostra, differenti per provenienza geografica, cultura, età, eredità espressiva e materiale, erano uniti dalla particolare relazione con la calligrafia e la scrittura a mano del proprio paese di origine e dall’indagine di ciò che le forme veicolano in quanto simboli, forme nello spazio o segni. Tra gli esempi dei documenti trattati vi sono stati due preziosi manoscritti del Corano del XVII e XVIII secolo miniati a foglia d'oro, un volume per il catechismo dei missionari domenicani in cinese, passaporti, "lasciapassare sanitari" e lettere di fede con caratteri islamici in turco e arabo, attestazioni commerciali per la vendita di pietre preziose in armeno, fino a un raro esemplare di brani del Tripitaka con caratteri birmani su foglie di palma.

In particolare, Golnaz Fathi (Teheran, Iran, 1972) ha fatto mostra del suo lavoro che combina la calligrafia tradizionale con l’espressione artistica contemporanea estendendo i confini del concetto stesso di calligrafia: pur mantenendo l’essenza visiva della parola scritta, Fathi scrive ciò che lei chiama non-scritture, ossia scritture prive di valore semantico e destinate ad essere interpretate non con gli occhi, ma attraverso il cuore. L’ispirazione per i rotoli presenti in questa mostra è derivata dalla poesia di Jalal al-Din Rumi, e ciascun rotolo ricorda una litania che però non possiamo leggere, diventando così opere che sembrano essere una negazione del linguaggio codificato. Altri autori in mostra sono stati Gayane Yerkanyan e Sarko Meené, Hassan Massoudy, Mingjun Luo e Monica Dengo.

Rome Italy

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