• Jan 31 2025 - 08:35
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Ruhollah, lo Spirito di Dio

Ruhollah, lo Spirito di Dio

Il primo dei dieci giorni di celebrazione della vittoria della Rivoluzione Islamica in Iran è dedicato all’Imam Khomeini e alla Wilayat al-Faqih

Hanno inizio quest’oggi i dieci giorni di celebrazione per la vittoria della Rivoluzione Islamica in Iran del 1979, che rovesciò il regime dello Shah per instaurare al suo posto una Repubblica Islamica. Il primo di questi giorni di festa è dedicato al ricordo di colui che animò, guidò e portò alla vittoria le masse popolari che per le strade dell’Iran ne acclamavano il nome e ne innalzavano i ritratti, nonché al sistema dellaWilayat al-Faqih,che spiegheremo più avanti.

La vita dell’Imam Khomeini è stata magistralmente narrata in un documentario di dieci puntate dal titolo “Ruhollah, lo Spirito di Dio”, visionabile gratuitamente su “shiatv.net”. E non si tratta, come si potrebbe invece presupporre, di un documentario iraniano, ma libanese! Perché la vita e la lotta dell’Imam hanno superato i confini della sua sola Nazione, toccando i cuori e suscitando il risetto e l’amore di milioni di persone in tutto il mondo.

L’Imam, costretto all’esilio dal regime dello Shah, poté fare ritorno in Iran il 31 gennaio del 1979, arrivando a Teheran la mattina del giorno dopo. I tumulti si susseguirono fino all’11 febbraio, quando il Supremo Consiglio Militare tolse a Bakhtiyar il proprio appoggio e finalmente, il giorno successivo, tutti gli organi politici, amministrativi e militari del regime crollarono definitivamente.

La rivoluzione aveva trionfato.

Allontanato fisicamente dai suoi compatrioti per quattordici anni, l’Imam Khomeini seppe coglierne e portarne alla luce in modo infallibile le potenzialità rivoluzionarie e seppe mobilitare le masse del popolo iraniano perché ottenessero quello che a molti osservatori in Iran pareva un obiettivo distante ed eccessivamente ambizioso. Il suo ruolo non fu semplicemente quello di ispiratore morale e guida simbolica: egli fu la guida operativa della rivoluzione. Occasionalmente accettò consigli sui dettagli delle strategie da parte di persone in Iran, ma prese da solo tutte le decisioni fondamentali, mettendo a tacere fin dall’inizio ogni sostenitore di una politica di compromesso con lo Shah. Le moschee furono le basi operative della rivoluzione e le preghiere di massa, le manifestazioni e il martirio – fino alle ultimissime fasi – le sue armi principali.

L’Imam Khomeini ebbe un ruolo centrale anche nel dare forma al nuovo ordinamento politico che prese vita dalla rivoluzione, la Repubblica Islamica dell’Iran, nata in seguito al massiccio voto favorevole al referendum nazionale tenutosi tra il 30 e il 31 marzo. Centrale in questo contesto è la teoria dellaWilayat al-Faqih, che pone a capo della piramide di potere colui che possiede specifici attributi. Considerando la necessità dell’esistenza di un governo e le qualità che deve possedere colui che governa, si può concludere immediatamente che a capo della piramide di potere debba stabilirsi un uomo che sia immune dal peccato (Ma´sum). Questo stato di fatti non è però sempre possibile, dal che sorge spontaneamente la seguente domanda: visto che il dovere del capo del governo islamico è la coordinazione delle varie forze e dei vari istituti – al fine di eseguire la legge divina ed instaurare un governo basato su determinati principi e valori divini – in assenza del Ma´sum, a quali condizioni deve sottostare il suo sostituto al fine di svolgere, nel migliore dei modi, questo importante compito? Le condizioni richieste sono: lasapienza, ovvero la conoscenza perfetta delle leggi, iltimor di Dio, affinché sia immune dalle tentazioni e libero dal desiderio, e lacapacitàdi dirigere la società nel migliore dei modi. Dunque, la persona più idonea a ricoprire questa carica è, secondo il diritto imamita, colui che più si avvicina al Ma´sum

I credenti devoti si sottomettono dunque solo a un governo legittimo, che non è altro che il governo del Walí Faqih, l’unico in grado di assicurare la corretta esecuzione delle norme divine nella società islamica.

Rome Italy

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