• Mar 11 2025 - 13:55
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Dialogo col Dr. Christopher Clohessy

La ricerca sciita in Vaticano

Si è tenuto l’11 marzo un incontro online con il Dr. Christopher Clohessy del Pontificio Istituto di Studi Arabi e di Islamistica, studioso dell’Islam sciita e della Ahl ul-Bait

Autore, al momento, di quattro libri sulla Famiglia del Profeta (Ahl ul-Bait), il Dr. Christopher Clohessy, docente del Pontificio Istituto di Studi Arabi e di Islamistica (Pisai) ha esposto il suo percorso di studi sull’Islam sciita in un incontro webinar organizzato dall’Istituto Culturale dell’Iran di Roma.

Fatima Zahra, la nobile figlia del Profeta, è stata il soggetto della prima pubblicazione sulla Shia di Clohessy, nonché il tema della sua tesi di dottorato, la quale è dipinta come una paladina della giustizia ed una figura materna, paragonata dall’autore a Maria madre di Gesù. Il sermone di protesta di Fatima al momento della confisca della sua proprietà di Fadak da parte del primo califfo, Abu Baqr, è interpretato come un esempio lampante del suo senso di giustizia e del suo coraggio. Voce della giustizia, dunque, e dell’Islam predicato dal padre e privo di qualsivoglia distorsione: Fatima rappresenta la purezza e l’opposizione tenace all’ingiustizia.

Un anno dopo la pubblicazione del libro su Fatima, viene proposto al Dr. Clohessy di affrontare nuovamente la figura femminile nell’Islam, e la sua scelta ricade sulla figlia di Fatima, Zeinab. Per la stesura del libro, dal titolo “Metà del mio cuore”, l’autore ha dovuto affrontare la penuria di fonti storiche, la maggior parte delle quali di matrice sunnita, che non ricoprono tutta la vita della donna ma solo i giorni di poco precedenti e successivi alla battaglia di Karbala, quando suo fratello, l’Imam Husayn, perse la vita insieme ai suoi compagni. Clohessy rigetta la credenza secondo cui Zeinab era consapevole della sorte verso la quale la carovana del fratello stava avanzando, preferendo l’idea di una presa di coscienza graduale e terribile. L’autore propone di de-romanticizzare il massacro di Karbala per dar rilievo all’immenso coraggio di quelle donne, con Zeinab in testa, che videro perire dinanzi a sé i propri mariti, fratelli, figli, uno dopo l’altro. Zeinab stessa pare che si sia recata sul campo di battaglia in un paio di occasioni per protestare contro i nemici, domandando se non vi fossero dei musulmani tra di loro, facendo ulteriore mostra del grande coraggio ereditato dalla madre. E dopo la battaglia, è proprio Zeinab l’unica persona che possa mantenere la Ahl ul-Bait unita. In questa occasione, il Dr. Clohessy rivela inoltre di star lavorando ad un nuovo volume sulla sorella dell’Imam, incentrato sulla sua vita e le sue proteste.

Il libro successivo è stato incentrato su un argomento che ha molto colpito l’autore, ovvero i preannunci e le premonizioni di quanto sarebbe accaduto a Karbala, in particolare per mezzo dei sogni. Il testo è infatti una raccolta dei sogni annunciatori della morte dell’Imam Husayn, e durante l’incontro Clohessy ha riportato una narrazione secondo la quale, mentre l’Arcangelo Gabriele stava rivelando al Profeta la sorte che sarebbe toccata a suo nipote, proprio il giovane Husayn entrò nella stanza interrompendo l’incontro.

L’ultimo libro pubblicato sull’argomento è incentrato sulla nobile figura di Abu al-Fadl Abbas, il fratello dell’Imam che affrontò da solo l’esercito nemico per assicurare un po’ d’acqua al fratello, alle donne e ai bambini. Con un’attenta analisi delle fonti, sia sunnite che sciite, Clohessy ha ricostruito la vicenda e la personalità di Abbas facendo emergere le sue qualità quali l’umiltà e la lealtà al fratello, paragonandolo alla luna tra le nuvole. Ha ragionato inoltre sul momento della sua morte e del suo ruolo di portatore d’acqua, entrambi elementi che sembrano variare nelle fonti, non rigettando però una versione né preferendone un’altra, scegliendo piuttosto di dare spazio alle virtù che caratterizzarono quell’uomo.

L’incontro si è concluso con una triste ammissione ma anche uno spiraglio di speranza: il Dr. Christopher Clohessy ha ammesso di essere, al momento, l’unico ricercatore in Vaticano ad attenzionare l’Islam sciita e la Famiglia del Profeta, rivelando però anche come i suoi studenti stiano svolgendo ricerche parallele alle sue. La Ahl ul-Bait è dunque un argomento che sta crescendo e diffondendosi, anche all’interno delle mura del Vaticano, grazie a studiosi che ne sono affascinati e ne riconoscono l’immenso valore morale, storico e religioso.

Rome Italy

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