• Oct 31 2024 - 13:08
  • 27
  • : 4 minute(s)

La mitica antica Persia in provincia di Bergamo

Ciclo di incontri sull’arte persiana dal titolo La mitica Persia antica: Ciclo di incontri tra tappeti, giardini, arte, viaggi, cibo, organizzato dalla fondazione Lamine in occasione di Antico Lamine 2024, il festival del Medioevo e del Rinascimento rurale almennese, dal 28 maggio al 9 luglio.

In occasione di Antico Lamine 2024, il tradizionale festival del Medioevo e del Rinascimento rurale almennese che intende valorizzare lo straordinario patrimonio costituito dal Parco del Romanico degli Almenno, si sono tenuti una serie di incontri dal titolo “La mitica Persia antica: Ciclo di incontri tra tappeti, giardini, arte, viaggi, cibo”, incentrati sulla cultura e l’arte persiana con la partecipazione del Comune Almenno San Bartolomeo e della Regione Lombardia. Gli incontri, svoltisi nell’auditorium della Fondazione Lemine (via San Tomè, 2 – Almenno San Bartolomeo), nelle immediate adiacenze della Rotonda di San Tomè, accessibili giornalmente al costo di 5 euro o di 20 per il ciclo intero, hanno toccato svariati aspetti della bellezza persiana, con la partecipazione di storici dell’arte, paleontologi e storici dei tappeti antichi. Il ciclo, progettato da Giovanni Valagussa e realizzato in collaborazione con la Fondazione Tassara e il Centro Culturale MITA, si è suddiviso in cinque incontri serali.

Il tema scelto in apertura del ciclo per il 28 maggio è stato il giardino persiano. Recita la locandina: “Il sogno del giardino nella cultura orientale è il ‘paradiso’, un termine persiano che indica il giardino recintato, che diventa poi il Giardino dell’Eden e il Paradiso, cioè appunto un giardino recintato dalla cui porta i progenitori vengono scacciati e alla cui porta si cerca di tornare. Così viene rappresentato nei tappeti, ma anche nelle miniature o negli affreschi. Il progetto del giardino diventa dunque l’opera dell’architetto-demiurgo che ricrea il paradiso in terra: dalle simmetrie ed equilibri del parco rinascimentale, fino al giardino ‘naturale’ che oggi più si avvicina alla nostra idea della perfezione primordiale”. L’incontro ha visto l’intervento della dottoressa Lucia Nusiner, laureata in scienze agrarie presso l'Università di Milano; iscritta all'Ordine dei dottori Agronomi e Forestali e all'AIAPP.

L’incontro successivo ha avuto luogo il 4 giugno, incentrandosi sul tema della figurazione e dell’astrazione con la presenza della professoressa di storia dell’arte islamica Ilaria Bellucci. Questa la presentazione dell’incontro: “Figurazione e astrazione sono due concetti chiave nelle arti di tutto il mondo e di tutti i tempi. Declinare queste due parole sull’arte islamica significa riconoscere la varietà culturale racchiusa in un unico aggettivo che pone l’accento sulla religione condivisa come minimo comun denominatore di un lungo elenco di paesi. Tuttavia, anche questa definizione è limitante poiché ‘gli’ Islam sono più di uno e perché non tutta l’arte prodotta in questi paesi è destinata ad uso liturgico. In generale però, al naturalismo si preferisce la tipizzazione dei soggetti, a più livelli, con vette di sinuosa eleganza nell’arte persiana, tra le più licenziose del Medioriente, in cui convivono fiori, animali e figure umane ad impreziosire i manufatti più disparati: dai tappeti all’architettura”.

Il terzo incontro, svoltosi il 18 giugno col titolo “Aspetti di filantropia, filatelia e filogenesi nel mondo del tappeto antico”, ha visto l’intervento del paleontologo Massimo Delfino. Con queste parole è stato introdotto il tema: “I termini filantropia, filatelia, e filogenesi hanno un suono che rimanda ai fili che costituiscono i tappeti ma appartengono a un campo semantico apparentemente privo di relazioni con questi. Si prestano tuttavia a fornire un pretesto per approfondire aspetti generalmente trascurati nella letteratura relativa ai tappeti e introdurre dei parallelismi con ambiti scientifici certamente molto lontani”.  

Il 2 luglio ha avuto luogo il penultimo incontro del ciclo, con la partecipazione della storica dei tappeti antichi Francesca Fiorentino, che ha attenzionato la storia e le tipologie dei tappeti persiani. Recita la locandina: “La storia del tappeto persiano in epoca moderna comincia dall’alba del XVI secolo con la nascita dell’impero persiano safavide. Il racconto di questa storia seguirà l’evoluzione del prezioso manufatto che a partire dagli ateliers di corte diretti personalmente dallo Shah divenne un indiscusso protagonista della produzione artistica della Persia. Il tappeto di corte del periodo safavide diventerà infatti pietra di paragone e fonte di ispirazione anche nei secoli seguenti, quando, al vacillare dell’impero, una fervida attività provinciale suscitò ancora nuove affascinanti e insospettabili variazioni”.

L’incontro finale, svoltosi il 9 luglio e conclusosi con una cena comunitaria imbastita dallo chef Hooman Soltani, ha avuto per tema i viaggi in Persia, introdotto dallo storico dell’arte Giovanni Valagussa. Con queste parole è stato presentato il programma dell’ultima serata: “La dinastia Safavide si insedia in Persia nel 1501: da quel momento inizia una 'rinascenza persiana' culturale e artistica che rende il paese una meta affascinante per viaggiatori e commercianti. Alcuni di loro scrivono resoconti di viaggio e tra questi uno dei più suggestivi è quello del gioielliere francese Jean Chardin, che si reca in Persia due volte tra il 1664 e il 1680, pubblicando poi un sontuoso diario, illustrato dalle incisioni di un certo Grelot che lo aveva accompagnato. Seguire il suo racconto ci riporta in un mondo splendido e misterioso, civile e raffinatissimo. Ma il viaggio in Persia rimane una meta magica fino al primo Novecento: le foto dei viaggiatori 'moderni' hanno spesso ancora il fascino di quell'epoca ormai lontana, fino ad arrivare ai primi veri e propri tour d'avventura, tra i quali quello eccezionale organizzato da Citroën con veicoli cingolati”.     

Rome Italy

Rome Italy

.

:

:

:

: