L'economia al tempo della Rivoluzione
La crescita economica dell’Iran rivoluzionario
Il quarto dei dieci giorni di celebrazione della vittoria della Rivoluzione Islamica in Iran è dedicato alla crescita economica e alla partecipazione della gente al sistema economico

Ha affermato l’Ayatollah Mohammad Yazdi: “L’Iran ha fatto più progressi negli ultimi 40 anni che nei 400 anni precedenti”. In effetti, i dati della Banca Mondiale e di diverse altre fonti mostrano come l’Iran rivoluzionario sia riuscito ad aumentare l’alfabetizzazione, ridurre la povertà e migliorare l’aspettativa di vita, con una diminuzione significativa dell’inflazione rispetto ai tempi dello Shah. Dopo la rivoluzione, inoltre, l’espansione dei servizi di base, come l’elettricità e l’acqua pulita, ha subìto un’accelerazione nelle aree rurali, e nel 2000 questi servizi sono diventati universali e i servizi domestici, come lavatrici e condizionatori, sono entrati nelle case della maggior parte degli iraniani.
La diffusione della sanità e dell’istruzione nelle aree rurali ha ridotto drasticamente la povertà, il cui tasso, che aveva superato il 25% negli anni ’70, è sceso a meno del 10% nel 2014. Un importante programma sanitario rurale negli anni ’80, che si espanse fino a includere la pianificazione familiare negli anni ’90, rivoluzionò la vita familiare nelle campagne, riducendo la mortalità infantile e materna. Come risultato di queste politiche sociali a favore dei poveri e nonostante la devastazione causata dalla guerra contro l’Iraq, l’indice di sviluppo umano dell’Iran è aumentato fino a superare quello della Turchia nel 1990, ed è rimasto più alto fino ad oggi (i dati derivano dalle indagini sulla spesa e sul reddito delle famiglie raccolte dal Centro statistico dell’Iran per più di mezzo secolo). Nel 1972, sotto il regime dello Shah, i poveri costituivano il gruppo più numeroso della popolazione, rappresentandone oltre il 40%, mentre la classe media ne comprendeva meno di un quarto. Dopo la rivoluzione e prima delle sanzioni, la classe media ha rappresentato circa il 65% della popolazione mentre i poveri sono scesi a meno del 10%.
La crescita economica dell’Iran, dopotutto, pur con alti e bassi vince il confronto con quella della maggioranza dei Paesi della regione del Medio Oriente e del Nord Africa.
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