In brodo di giuggiole: l’arte tra Italia, Albania, Iran e Cina
In mostra dal 4 al 31 ottobre 2024 le opere dei quattro artisti Najsa Dishnica, Jingge Dong, Arvin Golrokh ed Eric Pasino
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La sede di Milano della casa d’aste parigina Artcurial ha ospitato, dal 4 al 31 ottobre 2024, la mostra In brodo di giuggiole, curata da Luca Zuccala, incentrata sul dialogo tra quattro artisti: Najsa Dishnica, Jingge Dong, Arvin Golrokh ed Eric Pasino. Le opere esposte, proprio come il frutto della giuggiola che, in brodo, affiora in superficie prima di distillare, hanno lasciato emergere brevi momenti di reminiscenze delle rispettive terre, legate anticamente tra loro da storie e leggende, ma anche da tratte commerciali e rapporti politici: i Balcani, la Persia, l’Italia e la Cina. Il progetto si è concentrato sulle opere che gli autori hanno dedicato dai loro nuovi avamposti italiani al flusso di ricordi e nostalgie che hanno comportato le peregrinazioni dalle proprie terre d’origine. Ad accomunarle una doppia valenza: la concentrazione pastosa della laguna veneziana, dove operano quotidianamente, e la densità vellutata e corposa del brodo di giuggiole.
In particolare le opere di Arvin Golrokh, nato a Teheran nel 1992, caratterizzate da atmosfere cupe, intrecciano riferimenti alla storia e alla mitologia persiana con esperienze personali e collettive. Attraverso figure umane e animali, Golrokh evoca paesaggi interiori che riflettono sulla precarietà dell’esistenza e sulle strutture di potere. Ha ricevuto riconoscimenti come il Premio Mestre e il Premio Nocivelli (2019), e le sue opere sono incluse in collezioni pubbliche come Ca’ Pesaro e i Musei Civici di Venezia. Ha esposto in importanti istituzioni quali la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e la Fondazione Made in Cloister di Napoli (2024).
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