• Nov 14 2024 - 10:04
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Il tappeto persiano al MITA di Brescia

Il Museo MITA di Brescia ha ospitato la mostra Persia Felix, un viaggio tra dimore e giardini dell’antico Impero persiano attraverso i tappeti della prestigiosa Collezione Zaleski.

Inaugurato nell’ottobre del 2023, il nuovo centro culturale a Brescia del MITA (Museo Internazionale del Tappeto Antico) si è proposto di avvicinare i curiosi al mondo del tappeto, considerata una vera e propria opera d’arte dagli Orientali, e di creare uno spazio di confronto tra culture orientali e occidentali. Il MITA si dedica inoltre alla conservazione e allo studio dell’inestimabile patrimonio della Fondazione Tassara: costituita nel 2008 da Romain Zaleski, raccoglie oltre 1.300 manufatti tessili dalla fine del XV secolo all’inizio del XX provenienti da Asia, Europa e Africa.

Per quanto riguarda la Persia, il MITA ha presentato al pubblico la mostra “Persia Felix – Tappeti, Metalli e Miniature dalle antiche città” a cura del Professor Giovanni Valagussa, che è stata aperta al pubblico dal 3 marzo al 14 luglio 2024. Nata dalla collaborazione della Fondazione Tassara (Brescia) con la Fondazione Bruschettini per l’ Arte Islamica e Asiatica (Genova) e con NUR Islamic Metalworks Collection (Milano), la mostra ha offerto al visitatore un viaggio nell’impero persiano tra il 1500 e il 1700 permettendo allo spettatore, attraverso circa 40 manufatti, di comprendere il panorama culturale sviluppato nelle città fiorite durante l’impero safavide, una sorta di Rinascimento persiano, grazie alla liberalità e all’apertura intellettuale dell’epoca, in grado di far crescere la società e di sviluppare le arti nella zona che oggi viene fatta coincidere con l’Iran.

L’esposizione ha avuto inizio dai volumi di Jean Chardin (1643-1713), autore dei Viaggi del cavalier Chardin in Persia e in altri luoghi orientali, considerati fino a oggi come la maggior testimonianza occidentale sulla storia e sulla società dell’epoca. Allo scritto di Chardin, di cui è stato presente in mostra un esemplare del 1686 coi disegni di Grelot, è stato dedicato un video con la regia di Wladimir Zaleski e musica originale di ZÖJ. L’esplorazione della Persia antica è quindi continuata per mezzo delle opere tessili partendo dalla capitale del tempo Isfahan, dalla quale provengono spettacolari tappeti fioriti a giardino, passando per Heritz con i suoi tappeti in seta geometrici e Kirman che sviluppa una decorazione vegetale più essenziale e rarefatta di nobilissima indole, raggiungendo, infine, Tabriz a nord con il suo gusto più schematico e geometrico che si avvicina a quello del Caucaso. All’interno del percorso museale sono stati presenti alcuni tappeti risalenti alla fine dell’Ottocento o inizio Novecento, con trionfi naturalistici di gusto quasi Art Nouveau. Inoltre, il percorso si è completato portando in mostra pagine miniate e rari oggetti in metallo che hanno permesso di avere uno scorcio sulle attività quotidiane del periodo.

Le opere tessili hanno colpito l’animo dello spettatore evocando la tradizione dei giardini persiani, luoghi recintati in cui si crea un fertile microcosmo, con il fine di rendere reali i luoghi favolosi e mitici decantati dai poeti della cultura orientale. Nella cultura persiana, quindi, il tappeto non è solo ornamento, ma ha un forte richiamo storico e culturale, diventando, spesso, una trasposizione del giardino dell’Eden.

Rome Italy

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