Il Giorno della Costituzione
Il lungo cammino verso la Costituzione Iraniana
In che modo il popolo iraniano ha forgiato il suo destino lottando per il riconoscimento dei propri diritti e doveri?
Questo 3 dicembre l’Iran celebra la propria Costituzione, frutto degli sforzi e del sangue del popolo iraniano in quel lungo e travagliato processo che ha portato alla limitazione dei poteri dell’autocrate – fino alla sua definitiva eliminazione – e all’affermazione dei diritti e dei doveri del popolo intero.
Fino alla Rivoluzione costituzionale del 1906, la principale fonte legislativa in Iran era rappresentata dallashari’a, che veniva interpretata dagliUlema(teologi e scienziati religiosi islamici), ed era lo Shah a nominare il capo del dipartimento di giustizia e i giudici religiosi, esercitando in questo modo un solido controllo sull’intera amministrazione della giustizia. Questo sistema fu però scosso dalla Rivoluzione costituzionale del 1906, la quale ebbe l’effetto di traghettare, all’interno della comunità politica persiana, idee e filoni di pensiero di origine occidentale: gli approcci razionalisti, vicini al contrattualismo, figli dell’Illuminismo francese o del liberalismo inglese, quali il pensiero socialista, il nazionalismo ed il parlamentarismo. Alcuni riconducono a filoni russi la diffusione delle idee occidentali, mentre sicuramente dalla Russia proveniva la componente socialista-radicale della Rivoluzione costituzionale, che declinava il riferimento ideologico secondo l’influenza degli ambienti bolscevichi: venuti a contatto con i rivoluzionari iraniani nelle regioni azere. Tuttavia, la Russia zarista si contendeva il ruolo di potenza egemone con la Gran Bretagna, la cui influenza veicolò nella società civile persiana altri concetti di origine occidentale, primo tra tutti il liberalismo anglosassone. Il crocevia storico che vide le posizioni russa ed inglese confrontarsi fu la Rivoluzione Costituzionale. Eppure, faceva da contraltare a questo scenario culturale, in fermento e di conseguenza molto complesso, la tradizione islamica sciita con i suoi filoni di pensiero, radicati da secoli nel tessuto connettivo della comunità politica e sociale persiana. Il costituzionalismo, come il parlamentarismo, rappresentava allora un influsso occidentale su di una cultura, come quella persiana, imperniata sull’appartenenza religiosa sciita.
Secondo Amirhasan Boozari, autore diShi’i Jurisprudende and Constitutions. Revolution in Iran, la Rivoluzione costituzionale fece da sprone alla fase costituente delle strutture di potere iraniane rivendicando l’istituzione di un’Assemblea legislativa e la promulgazione di una Costituzione, al fine di limitare il potere del sovrano. Proprio per questo, dopo aver ottenuto l’approvazione della Carta, il movimento costituzionale fu represso dal potere imperiale, con l’appoggio dell’Impero zarista e nel silenzio della potenza inglese. La Costituzione fu infatti adottata dalMajles(Parlamento) nel dicembre 1906, e la repressione del 1907, eseguita da truppe cosacche accorse in sostegno dello Shah, può essere ricondotta alla firma dell’Accordo anglo-russo del 1907, che spartiva il territorio persiano in rispettive zone di influenza e che fece venire a mancare l’appoggio inglese al movimento costituzionale. La Rivoluzione Costituzionale ebbe l’effetto di porre una netta distinzione tra gli sciiti quietisti, in placida attesa del ritorno del Dodicesimo Imam, e i riformisti, quali gli Ayatollah Tabatabai e Behbahani, ponendo le basi per quella che sarebbe stata, successivamente, la Rivoluzione Islamica del 1979.
Dopo la prima repressione del 1908, i costituzionalisti resistettero a Tabriz e nel Sud e riconquistarono la capitale nel 1909, deponendo lo Shah e affidando il Parlamento ad un consulente statunitense, il banchiere di New York William Morgan Shuster. Ma quando questi cercò di esigere il pagamento delle imposte anche alla grande nobiltà Qajar, questa invocò nuovamente l’aiuto della Russia e le truppe zariste intervennero una seconda volta per schiacciare i costituzionalisti e imporre ancora la monarchia assoluta. Dopo qualche anno i persiani tornarono tuttavia a eleggere un nuovoMajles(il terzo) e il sistema parlamentare sopravvisse quindi alla repressione. La rivoluzione costituzionale in Persia fu il primo evento del genere in tutto il Vicino e Medio Oriente, spalancando la porta a cambiamenti profondi e facendo entrare il Paese in piena età moderna.
Un nuovo stravolgimento avvenne nel 1921, quando il generale Reza Khan (Reza Shah Pahlavi, 1921-1941), comandante della guarnigione di Qazvin, assunse il controllo di Teheran con più di tremila soldati, fondando uno Stato basato principalmente su due pilastri: l’esercito e la burocrazia. Tuttavia, dal 1927 in poi, un gruppo di giuristi clericali iraniani, già coinvolti nel periodo della Rivoluzione costituzionale, iniziò a muoversi verso la codificazione di importanti sezioni giuridiche dellashari’asciita; il risultato di questa operazione il Codice civile iraniano. Sotto la monarchia Pahlavi si sviluppò una fase di secolarizzazione della legge, portando all’istituzione di un sistema prevalentemente secolare. In questo contesto lo Shah, per garantirsi l’appoggio dei deputati, eliminò l’immunità parlamentare e si attribuì il potere di sciogliere ilMajles.
La prima Costituzione dell’Iran fu ratificata nel 1906-1907, a seguito di una rivoluzione che pose fine alla monarchia assoluta, che tuttavia sarebbe stata nuovamente instaurata nell’arco di 20 anni. Nel 1979, dopo un’ulteriore rivoluzione popolare, fu adottata una nuova Costituzione che abolì la monarchia e istituì una Repubblica detta Islamica, emendata nel 1989. La Rivoluzione del 1979, promossa dalle masse e in particolar modo dalle donne, sia quelle con idee più moderne sia quelle più tradizionaliste, che presero parte in maniera significativa alle manifestazioni, schierandosi contro il regime dello Shah. All’indomani della Rivoluzione, l’Imam Khomeini diede un termine di due mesi a partire dall’elezione dell’Assemblea costituente per lavorare sulla Costituzione. Il 3 agosto venne eletta direttamente dal popolo un’Assemblea costituzionale (detta degli esperti) composta da 73 rappresentanti, di cui 58 furono eletti tra i religiosi, la quale si mise subito all’opera per procedere alla stesura della Costituzione islamica. Il testo costituzionale affrontava in ogni capitolo una questione giuridica particolare, dividendosi in più articoli; in totale, era composto da 14 capitoli e 172 articoli, mentre altri 40 emendamenti furono aggiunti alla morte dell’Imam Khomeini nel 1989.
La Costituzione Iraniana ancora in vigore, dunque, rappresenta il punto di arrivo di un lungo processo di lotta del popolo iraniano, sfociata nella Rivoluzione Islamica del 1979 e nell’istituzione da parte del popolo stesso della Repubblica Islamica.
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