• Dec 2 2024 - 09:32
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Cristiani e Musulmani: Credenti nel Dio della pace

Papa Francesco Pregare e operare per il dialogo, la riconciliazione, la pace

Papa Francesco ha incontrato in Vaticano, la mattina del 20 novembre 2024, i partecipanti al XII Colloquio del Dicastero per il Dialogo Interreligioso con il “Centro per il Dialogo interreligioso e interculturale” di Teheran, sul tema “L’educazione dei giovani in particolare nella famiglia: una sfida per cristiani e musulmani”. In apertura dell’udienza generale, il Pontefice ha evidenziato come l’impegno che “noi credenti nel Dio della pace” possiamo “dimostrare per la pace ci rende credibili agli occhi del mondo e in particolare delle nuove generazioni”, e che l’attualità di un mondo “diviso e lacerato da odio, tensioni, guerre e minacce di un conflitto nucleare” ci spinge “a pregare e a operare per il dialogo, la riconciliazione, la pace, la sicurezza e lo sviluppo integrale dell’intera umanità”. All’inizio del suo discorso, il Papa ha inoltre ricordato che nel concistoro del 7 dicembre creerà cardinale l’arcivescovo di Teheran-Esfahan, Dominique Joseph Mathieu: una scelta “che esprime vicinanza e sollecitudine per la Chiesa in Iran”, e “si riflette anche a favore dell’intero Paese”, sottolineando come la sorte della Chiesa Cattolica in Iran, definita un “piccolo gregge”, gli stia molto a cuore, negando ch’essa sia avversa al governo.

Iniziato il Colloquio, il Papa si è congratulato per la scelta dell’argomento: “L’educazione dei giovani in particolare nella famiglia: una sfida per cristiani e musulmani”, ribadendo che “tra i vari compiti della famiglia vi è quello di educare ad “abitare” oltre i limiti della propria casa. Il dialogo tra credenti di varie religioni fa proprio questo, permette di uscire dagli schemi strutturati per aprirsi all’incontro nella grande famiglia umana universale”. Un dialogo che per essere fruttuoso, ha detto Papa Francesco, dev’essere sincero, rispettoso, amichevole e concreto. Ha poi specificato che l’educazione dei giovani “si attua attraverso la cooperazione fraterna nel cammino della ricerca di Dio”, difendendo sempre i diritti della persona, della comunità e del popolo. Perché la libertà religiosa “non si limita all’esercizio del proprio culto, ma consente di essere totalmente liberi di decidere nel campo del proprio credo e della pratica religiosa”.

Rome Italy

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