• Jul 3 2026 - 08:44
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Dal volo Iran Air 655 alla scuola di Minab: I crimini degli Stati Uniti

I crimini degli Stati Uniti

Il crudele bombardamento della scuola elementare femminile Shajareh Tayyabeh di Minab, avvenuto il 28 febbraio 2026 per mano statunitense, ha sconvolto e commosso il mondo, ma non rappresenta certo il primo crimine ingiustificabile perpetrato dagli Stati Uniti, né il solo barbaro affronto alla nazione iraniana.

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Il crudele bombardamento della scuola elementare femminile Shajareh Tayyabeh di Minab, avvenuto il 28 febbraio 2026 per mano statunitense, ha sconvolto e commosso il mondo, ma non ha certo rappresentato il primo crimine ingiustificabile perpetrato dagli Stati Uniti né il solo barbaro affronto alla nazione iraniana: proprio il 3 luglio ricorre l’anniversario dell’abbattimento di un volo di linea iraniano da parte dei soldati statunitensi nei cieli del Golfo Persico, nel 1988.

Fu l’incrociatore lanciamissili della Marina statunitense USS Vincennes, stanziato in acque territoriali iraniane, a bersagliare e distruggere l’aereo di linea iraniano Iran Air 655, in volo commerciale tra Bandar Abbas e Dubai, con 290 persone a bordo. Tutti i passeggeri e i componenti dell’equipaggio persero la vita, compresi i 66 bambini a bordo. Cionondimeno, dagli Stati Uniti, ovvero gli autoproclamatidifensori dei diritti umani, non si assunsero affatto la piena responsabilità morale e legale dell’accaduto, e l’amministrazione Reagan, congiuntamente al Pentagono, difesero senza alcuna vergogna o rispetto per le vittime e i loro familiari l’operato dei soldati americani: non giunsero mai delle scuse ufficiali alla Repubblica Islamica dell’Iran e, per di più, quasi a sfregio dell’accaduto, l’anno successivo il comandante della Vincennes, William C. Rogers III, venne persino insignito della prestigiosa medaglia della Legion of Merit per il suo servizio complessivo. La medesima nazione che si propone al mondo quale paladina dei diritti umani e della stabilità globale, dunque, premiò spavaldamente un attacco a dei civili inermi.

Solamente nel 1996, a seguito di un ricorso presentato dall’Iran alla Corte Internazionale di Giustizia, Washington accettò di firmare un accordo bilaterale esprimendo profondo rammarico e acconsentendo a pagare 131,8 milioni di dollari di risarcimento complessivo, di cui circa 61 milioni destinati direttamente alle famiglie delle vittime iraniane, chiudendo così formalmente – ma non certo moralmente – la disputa legale, senza ammettere alcuna colpevolezza giuridiche.

Ogni anno, il 3 luglio, la Repubblica Islamica dell’Iran ricorda il tragico accadimento non in maniera passiva, ma denunciando attivamente il terrorismo di Stato degli Stati Uniti, ribadendo che il crimine non può essere né dimenticato né perdonato. Ogni anno, i familiari delle vittime, i cittadini e i funzionari locali si riuniscono su imbarcazioni nel Golfo Persico, presso l’isola di Hengam e a Bandar Abbas, per lanciare migliaia di fiori rossi e bianchi esattamente nel punto in cui l’Airbus fu abbattuto. Inoltre, nel corso degli anni, l’Iran ha emesso diversi francobolli commemorativi dedicati alle vittime del volo IR655, inserendo la tragedia nei libri di testo scolastici cosicché l’immane crimine degli Stati Uniti non possa mai cadere nell’oblio della Storia e le vittime di quella tragedia non vengano mai dimenticate.

Rome Italy

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