Il Giorno della Filosofia e della Saggezza
Al-Farabi, il Luogo della Ragione
Nel Giorno della Filosofia e della Saggezza si ricorda la figura di al-Farabi, noto come il Luogo della Ragione
Questo 21 di dicembre è celebrata in Iran la Giornata della Filosofia e della Saggezza, ricordando una delle figure che seppe incarnare magistralmente entrambe: Abu Nasr Muhammad al-Farabi, noto come il “secondo maestro” (Moallame Sani) in riferimento ad Aristotele, detto “primo maestro”. Al-Farabi, difatti, introdusse sistematicamente strumenti del pensiero aristotelico, e in parte platonico, per confermare e comprovare le verità espresse dall’Islam. La sua opera principale èLa cittàVirtuosa, in cui l’autore cerca di trovare una sintesi teorica e pratica tra gli insegnamenti platonici su come si sarebbe dovuta organizzare e amministrare una città e la dottrina musulmana, indicando nel filosofo l’unica persona dotata di intelletto e di qualità talmente alte e assolute da poter raggiungere la vera felicità, quella che il popolo identifica con il Paradiso, e la realtà ultima.
La persia è stata la culla di illustri pensatori e scienziati che, proprio come al-Farabi, sono stati capaci di condurre l’umanità verso un futuro più luminoso ed influenzare ineluttabilmente il corso della filosofia, della scienza e della medicina. Ne sono un esempio Ibn Sina (Avicenna), al-Ghazali e Omar Khayyam, i quali hanno permesso a molteplici discipline di compiere significativi passi in avanti. Questi sapienti hanno inoltre contribuito all’avvicinamento tra Oriente e Occidente, tramite il ponte della filosofia greca e grazie ai contatti creati dalle conquiste islamiche. Le relazioni tra mondo occidentale e mondo islamico sono infatti caratterizzate da incontri culturali lungo millequattrocento anni di storia e le due realtà hanno costruito la propria identità in opposizione all’altra parte: l’Occidente, dal Quattrocento in poi, è andato costruendosi una propria cultura occidentale, coincidente in linea di massima con la cultura dei Paesi dell’Europa dell’Ovest, basata sulla tradizione ellenica, dimenticando però che questa eredità classica gli è giunta attraverso le traduzioni in arabo e ai continui scambi culturali tra Oriente e Occidente. La cultura islamica è stata dunque un ponte tra Oriente ed Occidente, ma anche tra antichità e modernità.
È bene dunque che anche qui, in Occidente, si ricordi il ruolo cruciale ricoperto dai pensatori musulmani, quali al-Farabi, nella trasmissione del sapere antico, riconoscendo le scoperte e le innovazioni apportate dai filosofi arabi e persiani di cui tuttora ci gioviamo, dall’algebra agli algoritmi, dall’astronomia alla logica, dalla chimica all’alchimia.
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