• Jul 3 2026 - 13:09
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La giornata nazionale della Penna

Come la penna forgia la società

Questo 5 luglio è celebrata in Iran la Giornata della Penna, dedicata al ricordo degli scrittori, dei poeti e dell’inestimabile valore della letteratura, riconoscendo la penna non come il semplice strumento della scrittura, bensì come il motore primario della conoscenza, dell’identità nazionale e dell’evoluzione culturale.

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Questo 5 luglio è celebrata in Iran la Giornata della Penna, dedicata al ricordo degli scrittori, dei poeti e dell’inestimabile valore della letteratura, riconoscendo la penna non come il semplice strumento della scrittura, bensì come il motore primario della conoscenza, dell’identità nazionale e dell’evoluzione culturale.

Gli autori e i pensatori sono da sempre i guardiani e i costruttori della civiltà, e in una cultura come quella iraniana — dove la poesia di celeberrimi autori quali Rumi, Hafez, Saadi, Ferdowsi è entrata a far parte della quotidianità del popolo – la figura dell’autore assume un ruolo sociale e civile fondamentale in molteplici modi. Gli autori, anzitutto, preservano la lingua e la storia di una nazione, poiché, senza la scrittura, il patrimonio culturale e le lezioni del passato andrebbero perduti, lasciando la società priva delle proprie radici e vulnerabile all’omologazione. Gli scrittori hanno inoltre la capacità unica di fotografare la realtà, evidenziandone le contraddizioni, le ingiustizie e i bisogni; attraverso romanzi, saggi e poesie, essi agiscono come una coscienza critica che stimola il dibattito pubblico e spinge i cittadini a riflettere. Era lo stesso Imam Khomeini, che Dio sia soddisfatto di lui, a ribadirlo: “Il nostro popolo deve sviluppare l’amore per i libri, altrimenti la società iraniana non raggiungerà mai i suoi obiettivi e i suoi sogni”. D’altronde, ogni grande cambiamento sociale, scientifico o politico è stato storicamente preceduto da un’evoluzione di idee scritte. Mettendo nero su bianco visioni sul futuro, gli autori tracciano la strada per l’evoluzione morale e civile di una comunità.

Sono proprio i più celebri autori iraniani ad aver plasmato la società trasformando la letteratura nel pilastro centrale dell’identità nazionale, della resistenza politica e dell’evoluzione sociale. Con il suo poema epico dal tutoloShahnameh(Il Libro dei Re), Ferdowsi ha resuscitato la lingua persiana dopo la conquista araba e, scrivendo oltre 50.000 distici quasi senza usare parole arabe, ha dato agli iraniani un senso di orgoglio e continuità storica che dura ancora oggi. Hafez ha plasmato la psiche collettiva unendo l’amore terreno a quello divino, elaborando una poesia così radicata nella società che quasi ogni famiglia iraniana possiede il suo libro (Divan). Con ilGolestane ilBustan, Saadi ha codificato i valori dell’empatia globale e della giustizia, tant’è che il suo celebre verso“I figli di Adamo sono membra di un unico corpo”adorna la sede delle Nazioni Unite.

Ma il contributo degli autori alla società non è affatto relegato ai grandi del passato. Autori come Sayyed Mahdi Shojaee e Morteza Avini hanno, ad esempio, rielaborato il trauma della guerra degli anni ’80 contro l’Iraq rileggendolo attraverso la lente dello sciismo duodecimano, in particolare legando il sacrificio dei soldati al martirio dell'Imam Husayn a Karbala. Nel suo romanzo storico dal titoloI tre visitatori, incentrato sull’Imam Khomeini, Nader Ebrahimi costruisce una narrazione epica e profondamente lirica, esplorando l’infanzia del fautore della Rivoluzione, la perdita del padre, la sua formazione filosofica, mistica e intellettuale, e le radici profonde del suo dissenso contro la monarchia dello Shah. Reza Amirkhani, che nel romanzoSenza corponarra di un giovane iraniano veterano della guerra Iran-Iraq profondamente religioso il quale, per una serie di vicende personali decide di trasferirsi a New York, ha insegnato a milioni di giovani iraniani che è possibile mantenere intatta la propria fede islamica e il proprio patriottismo anche vivendo dentro la modernità globale o confrontandosi con l’Occidente.

Lo strumento della penna, come si è visto, non si limita a registrare la realtà, ma la modella attivamente agendo come un laboratorio di idee e un catalizzatore di cambiamenti sociali.

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